Il Museo Rietberg di Zurigo presenta, fino al 17 agosto, nell’unica tappa europea, Hallyu! L’onda coreana, la mostra tematica che esplora l’eclettica e vibrante cultura popolare della Corea del Sud, un fenomeno emerso alla fine degli anni Novanta e ormai diffuso in ogni angolo del pianeta. L’esposizione ripercorre le origini della hallyu – l’”onda coreana” – e i suoi legami con l’arte tradizionale, per poi analizzarne l’influenza globale in ambiti come la cultura pop, il cinema, la moda o l’arte multimediale.
Dagli outfit k-pop alle celeberrime coreografie, dagli indimenticabili oggetti di scena ai videoclip musicali, dalle tendenze beauty alla moda “made in Korea”, Hallyu! L’onda coreana propone uno scintillante caleidoscopio della storia artistica e culturale sudcoreana.
Dopo il grande successo di pubblico ottenuto al Victoria and Albert Museum di Londra, al Museum of Fine Arts di Boston e presso l’Asian Art Museum di San Francisco, il Museo Rietberg presenta questa spettacolare mostra ideata dal Victoria and Albert Museum, nella sua unica tappa dell’Europa continentale.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Attraverso i circa 200 oggetti in mostra – tra costumi, oggetti di scena, fotografie, video e curiosità legate alla cultura pop, accanto a opere storiche e contemporanee – Hallyu! L’onda coreana racconta la storia della cultura pop sudcoreana divisa in quattro capitoli.
La storia recente
Nel giro di due generazioni, quello che negli anni Cinquanta era un Paese preindustriale segnato dalla guerra si è trasformato in uno dei centri culturali e tecnologici più avanzati di fine Novecento. Fotografie, manifesti, documenti storici ed esempi delle prime apparecchiature di elettronica di consumo testimoniano gli epocali cambiamenti socio-politici che hanno portato alla rapida ascesa della Corea del Sud a partire dagli anni novanta.
L’hallyu ha avuto inizio alla fine degli anni Novanta, quando le serie televisive e i film sudcoreani hanno iniziato a riscuotere grande successo in tutta l’Asia. Spinta da un’industria musicale estremamente professionale amplificata da internet e dai social media, la popolarità del K-pop si è presto diffusa su scala globale. Il riconoscimento internazionale definitivo è arrivato nel 2012 con il video virale Gangnam Style dell’artista sudcoreano PSY, il primo a superare i due miliardi di visualizzazioni su YouTube. Il brano, imitato e parodiato in tutto il mondo, è una satira sullo stile di vita materialista del quartiere di Gangnam – un’area di Seul in cui un tempo abbondavano le risaie e che oggi è una delle più lussuose dell’intera Corea. L’odierna Corea del Sud è una potenza economica e culturale che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. Film e serie come Parasite e Squid Game, gruppi musicali come BTS e BLACKPINK fanno ormai parte del canone della cultura pop contemporanea. Da quasi trent’anni, il fenomeno culturale dell’hallyu supera confini culturali, sociali e linguistici, dando vita a nuove tendenze. Oggi è parte integrante non solo dell’identità coreana, ma anche della cultura pop globale.
K-BEAUTY e K-FASHION
Grazie all’hallyu, la Corea del Sud è diventata un punto di riferimento globale nei settori della bellezza e della moda. Il product placement nei K-drama e le campagne pubblicitarie con le star del K-pop hanno reso la cosmesi e la moda coreana celebri in tutto il mondo. Dai portacipria decorati alle moderne maschere a LED, dall’abito tradizionale (hanbok) all’alta moda passando per lo streetwear più ribelle, la mostra esplora le molteplici sfaccettature della cultura coreana della bellezza e dello stile. L’hallyu ha portato la moda coreana sotto i riflettori internazionali. Con tagli destrutturati, streetwear d’avanguardia, accostamenti eccentrici e stili gender-fluid, la K-fashion ha influenzato le tendenze globali, rivolgendosi in particolare ai Millennials e alla Gen Z, e posizionandosi tra il mondo dello streetwear e quello dei marchi di lusso. Le rivisitazioni dell’hanbok, l’abito coreano per eccellenza, giocano un ruolo chiave nella moda, nel cinema e nella musica pop. I giovani stilisti coreani ne ampliano l’estetica tradizionale tramite l’uso di motivi audaci e colori e silhouette inedite, pur mantenendo un forte legame con il passato. Sempre più star del K-pop indossano hanbok moderni accrescendo così la loro popolarità in tutto il mondo. Con l’affermazione della Corea del Sud come potenza economica e culturale, l’hanbok contemporaneo è diventato per i coreani di tutto il mondo una dichiarazione di stile che esprime un rapporto sicuro e orgoglioso con il proprio patrimonio culturale. 2) K-DRAMA e K-CINEMA Quando, alla fine degli anni Ottanta, la democrazia iniziò a germogliare in Corea del Sud, anche l’industria televisiva e cinematografica conobbe un forte sviluppo. Le emittenti commerciali e l’allora emergente TV via cavo alimentarono la competizione, portando a un significativo miglioramento qualitativo sia nei film che nelle serie televisive, i cosiddetti K-drama. Scene indimenticabili e costumi iconici La mostra celebra questa straordinaria varietà attraverso manifesti, spezzoni di film e oggetti di scena. Tra le maggiori attrazioni vi sono la ricostruzione della celebre stanza da bagno di Parasite, i costumi di Squid Game, grande successo di Netflix, e il set di prodotti per la cura personale delle protagoniste del film Mademoiselle. Diverse reinterpretazioni del tradizionale hanbok mostrano l’originalità con cui i cineasti coreani rielaborano quest’abito iconico. Non manca neppure un omaggio ai Webtoon, innovativi fumetti digitali pensati per i dispositivi mobili, che hanno ispirato numerose serie televisive e film. IL K-POP E I SUOI FAN Sostenuta dai social media e da comunità di fan digitali, la musica pop coreana, alias K-pop, è diventata un fenomeno globale. Tra i punti di forza della mostra vi sono gli outfit scintillanti indossati dal gruppo aespa nel video musicale Next Level e i costumi di ispirazione punk della boy band ATEEZ nel video Fireworks (I’m The One). Le origini del K-pop Con l’allentamento progressivo della censura culturale, a partire dal 1987 la musica straniera cominciò ad arrivare in Corea del Sud influenzando la scena locale. Tra le antesignane del K-pop vi sono figure come la “Madonna coreana” Kim Wan Sun e la cantante Patti Kim, che con la sua voce unica ha segnato l’industria pop nazionale tra gli anni Settanta e Ottanta. Il debutto del gruppo Seo Taiji and Boys al Saturday Night Music Show nel 1992 è oggi considerato la pietra miliare di questa corrente musicale. Le community globali di fan del K-pop sono diventate un fenomeno culturale di grande rilievo. Invece di limitarsi al ruolo di semplici consumatori, traducono testi, creano archivi e producono contenuti e articoli per i fan. Si tratta di comunità intergenerazionali, dotate di un’infrastruttura digitale molto sviluppata, spesso utilizzata anche per promuovere cause sociali. L’onda coreana ha inoltre contribuito alla crescente diffusione di corsi di lingua coreana in tutto il mondo.
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